Atalanta, Colantuono: “Penalità come una ciste”

Stefano è costretto a fare buon viso a cattivo gioco di fronte alla penalità inflitta all’Atalanta e alla squalifica di capitan Doni. “Alla contentezza per Manfredini fa da contraltare il senso di impotenza per Cristiano – ha spiegato il tecnico alla vigilia della sfida di Coppa Italia con il Gubbio – non accettiamo che venga squalificato solo sulla base di lettere anonime e dichiarazioni di altri. Rispettiamo le opinioni altrui, ma siamo liberi di non condividerle. E siamo ancora fiduciosi”. ha detto che Doni, nonostante l’amarezza, “é riuscito lo stesso a essere felice per l’assoluzione del compagno, ma è chiaro che non accetta questa situazione”. Ora non resta che sperare “nell’ultimo grado di giudizio, perché questa vicenda danneggia tutta la squadra. Sei punti in meno rischiano di compromettere il campionato, anche se sono sicuro che troveremo la forza di emergere alla distanza”. Riferendosi ancora alla situazione di Doni, l’allenatore ha aggiunto che “sul piano umano è toccante: un uomo così non può chiudere la carriera in questo modo”. Poi ha trovato una definizione colorita per la penalità: “Questo gap è come una ciste da portarsi dietro finché non avremo recuperato riportandoci a quota zero”.

Alessandro Lugli

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