Benitez non chiamatelo il nuovo Mou (by LadyCALCIO)
Manca solo il crisma dell’ufficialità, ma la notizia è ormai certa: Rafael Benitez è il nuovo tecnico dell’Inter. Dopo la partenza di Mourinho per i lidi madridilisti, seguita dall’immancabile “totoallenatore” da parte dei mass media, si attende la conferenza stampa di presentazione da parte di FC Internazionale.
Se la scelta della Società nerazzurra mi sembra decisamente positiva, quella di “Rafa”, come viene soprannominato lo spagnolo, denota sin d’ora un grandissimo coraggio. Subentrare a un sedicente “Special One” reduce da una storica tripletta (non importa se portato in braccio dalla dea bendata o da chissà quale altra forza misteriosa), non è impresa da poco. Soprattutto, com’è facile immaginare, espone all’inevitabile spietato confronto.
Partirei proprio da qui. Benitez non è Mourinho – e per fortuna. Non è Mourinho nel gioco, molto più equilibrato e prudente, e non lo è neppure nei comportamenti. Dunque, alle conferenze stampa della vigilia non vedremo più quel piglio indisponente di José, non sentiremo più le sue risposte spocchiose, non assisteremo più agli show di un attore innamorato di se stesso che passa dagli ostinati “non rispondo” alle recite-fiume condite da neologismi da maglietta. Benitez si è finora distinto per la sua correttezza e disponibilità. Nelle risposte è pacato, conciso ed essenziale. Non si
sottrae alle domande scomode. È capace di sorridere e si esprime bene in italiano.
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