Calcio-Scommesse, Doni: “Stanno infangando il mio nome”

Il nome di C. è stato messo in prim’ ordine in questa nuova dolorosa pagina di calcio-scommesse. Ma il giocatore atalantino, crede che sia stato e lo è tuttora vittima di un complotto.

Le sue parole masticano rabbia e innocenza: “Mi vogliono fare passare per il caprio espiatorio di tutta la storia. E io non ci sto. Questo voglio che la gente, soprattutto i tifosi dell’Atalanta, e tutti quelli che mi conoscono, lo sappiano“, tuona sulle pagine de “La Repubblica”.

Mi stanno infangando. Il mio nome e quello dell’Atalanta sono quelli mediaticamente più forti, che fanno più clamore. Gli altri calciatori arrestati e indagati o sono ex o sono pesci piccoli. Con rispetto parlando, ovviamente.So di non avere fatto quello di cui mi si accusa. Sono anche convinto che il lavoro dei magistrati, alla fine, proverà che non c’entro nulla con questa gente. Che peraltro io non conosco e non ho mai conosciuto. L’unico che conosco è Nicola Santoni (preparatore dei portieri del Ravenna, ndr). E basta. Gli altri mai visti né sentiti. Non c’è una telefonata, dico una che mi riguardi direttamente. Nella quale ci sia la mia voce. Ci sono solo delle persone che fanno il mio nome. E sono dei millantatori. Io non ho combinato nessuna partita. Dove sono le prove? Su cosa si basano le accuse? Spero che le persone che verranno interrogate nei prossimi giorni riferiscano altro. Che le versioni vengano messe a confronto. Mi pare che i giocatori dell’Ascoli abbiano già riferito che non  c’è stato nessun messaggio in codice e nessun accordo né in né fuori. Oltretutto il risultato di Ascoli- Atalanta (1-1) non è stato quello che la presunta ‘banda’ aveva prospettato“.

Queste le sue dichiarazione riprese dal Giornale “La Repubblica”

Alessandro Lugli

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