Champions league: Inter cala il poker al Werder

Champion’s League 2010: Inter 4 Werder Brema 0

Incontro valevole per la seconda giornata del trofeo maggiore d’europa.

Mister Rafa Benitez ha vinto  la sua scommessa: utilizza  in due giovanissimi  come Coutinho e a supporto di Eto’o,  e stravince.

Una leggerezza di Julio Cesar fa tremare i nerazzurri, ma è questione di poco che la partita si ribalta. Coutinho e Biabiany ripagano immediatamente la fiducia di Rafa con un’azione spettacolare. Ancora un’occasione per l’Inter con Coutinho che pesca Sneijder. Stankovic quando può ci prova e tira: sempre pericolosissimo.

La regola non scritta si materializza al Meazza: gol mancato, gol subito. Cambiasso ruba un pallone alla difesa tedesca e Eto’o lo infila sotto le gambe del portiere anticipandolo di punta.

L’Inter pressa e non perde la concentrazione. Il secondo gol viene da uno stop fantastico di Eto,o che di piatto insacca in rete. Momenti di gioco intenso: occasioni per Eto’o, Stankovic e triangolazioni di lusso. C’è posto anche per l’olandese, che quando Lucio gli passa la palla giusta non si fa pregare e la piazza in rete.
Si riparte con Castellazzi al posto di Julio Cesar. Coutinho propone un numero da fuoriclasse, si sposta la palla tira e il portiere la intercetta fortunosamente. Lucio accusa un problema al ginocchio, al suo posto Santon. Biabiany viene messo giù davanti alla porta, è punizione. Tira sneijder, ma la palla è fuori. Strepitoso Coutinho. Occasione per il Werder che si mangia un gol con Almeyda. Entra Obi al posto di Deki. Passaggio di Sneijder per Eto’o che davanti non perdona e segna la tripletta! La media del camerunense è impressionante e meglio del miglior Ronaldo (da Lima): 11 gol in 9 partite! La partita si chiude sul 4-0, nemmeno i telecronisti ci credono…

Era prevedibile, dopo una prestazione così. Samuel Eto’o, dopo la mostruosa tripletta al Werder Brema, ha chiesto all’arbitro Mallenco il pallone con cui ha regalato spettacolo in questa notte magica di , per portarselo a casa con il sorriso sulle labbra. Volendo così rispettare la tradizione inglese, dove si regala il pallone a chi segna tre gol.

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