Ecco la cronaca di un trionfo …..tanto atteso

Rilanciamo la cronaca di Rettilineo, di colui che ha vissuto con i suoi occhi e lo spirito gonfio da interista l’emozione di Stanford Bridge.

Avevo promesso che fino all’ultimo secondo, fino all’ultimo pallone, fino all’ultimo respiro e fino alla fine avrei lottato coi ragazzi e così ho fatto. Ci ho sempre creduto, anche durante la partita, anche nel momento in cui loro attaccavano di più… “dai che glielo mettiamo, dai cazzo” è stata la frase che ho urlato di più, perchè ci sono quelle partite che te lo senti, sai che finirà bene, te lo dice il cuore, il sangue nelle vene, qualsiasi angolo della tua anima sa perfettamente che uscirai da quel cazzo di stadio con una qualificazione. Ci devi solo credere e lottare anche te, e poi vinci.

Per una vita vi ho sfracassato i maroni con le mie paranoie sui segni premonitori e ieri questi segni, ovviamente tutti fortemente negativi manco fossero la nuvoletta degli impiegati di Fantozzi, si manifestano sin dall’alba. Ma ieri li ho interpretati come un fatto positivo, perchè se arrivi all’aereoporto al terminal 2 all’alba e trovi i tuoi organizzatori che nonostante sapessero da mesi chi cazzo sai, da dove cazzo provieni e soprattutto da mesi hanno in mano i tuoi soldi, mettono la prima pseudo hostess del caso in prima linea per dirti che l’aereomobile da 250 posti, che doveva arrivare dal Madagascar nella notte, ha avuto un guasto e la compagnia si scusa ma disponibile ne avrebbe avuto uno solo di 170 posti. E la cosa te lo dicono quando sei in coda al check in. Già, quando scopri di essere il 171esimo. E Adesso? “E adesso state tranquilli troveremo una soluzione“. Ti mettono su un volo che parte solo due ore dopo e ti dicono che a te non cambierà un cazzo salvo poi scoprire che sali su un charter di una compagnia di volo ungherese ovviamente sconosciuta. Allora speri in Dio e quantomeno in un po’ di sana gnocca ungherese come hostess, ma la gnocca non c’è e te rimani li, incazzato, con metà dei tuoi amici già in volo e l’altra metà che è rimasta con te in parte a bestemmiare e in parte, i pochi credenti, a pregare Dio che quel volo ti porti a Londra sano e salvo. “Dai cazzo partiamo o no” ma lui rimane fermo. Poi scopri che quattro coglioni erano saliti per errore sul tuo volo e due che dovrebbero essere nel tuo sono saliti su un altro. “e va beh partiamo poi al ritorno prenderanno quello giusto” pensi. Invece no, due aerei fermi in pista fin che i conti non tornano. Davide mi guarda e dice “gira tutto male, la vedo grigia“. Ecco io li ho invece capito che avremmo vinto. “tutte le sfighe ce le siamo già giocate. Può solo andare meglio” esclamo.

Arriviamo a Londra, …………….

Puoi continuare a leggerla sul suo Blog a noi di Qui calcio è piaciuta speriamo anche a voi….

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