I miti del calcio: J. Cruyff

è nato ad Amsterdam il 25 Aprile 1947.
Cruyff può essere senza dubbio considerato il Pelè bianco. Era il calciatore totale, grande protagonista del calcio totale all’olandese.
Fu la madre nel 1959 ad iscriverlo nel settore, giovanile dell’Ajax.
Quattro anni dopo firma il primo contratto calcistico ed esordisce con i lancieri realizzando anche una rete.

Nel 1966 c’è anche il debutto in nazionale contro l’Ungheria. La gara termina col risultato di 2-2 e Johan segna il primo dei 40 gol in maglia olandese. L’Olandese era un giocatore molto veloce e con una progressione impressionante. Nell’arco di una stessa partita ricopriva oltre al ruolo di attaccante anche altre soluzioni tattiche come quella di giocatore di fascia.
In tale posizione era veramente incontenibile.
Di lui Stefan Kovacs ex-allenatore dell’Ajax ebbe modo di dire che ” Il segreto di Johan è che ama il calcio e cerca sempre nuovi modi per raggiungere la perfezione”. Cruyff, vinse davvero tutto. Solo il mondiale non riuscì a conquistare anche se il secondo posto di Germania 74 grida ancora vendetta. Ma testimonianza della sua grandezza è soprattuttto la vittoria in Coppa Campioni del 1972 contro l’Inter, che l’Ajax riuscì a battere grazie a due reti del suo campione. Nel 1973 invece toccò alla Juve cedere l’onore delle armi ai lancieri dell’ Ajax, davvero di un altro pianeta con un Cruyff che in quella gara, giocò una gara monstre.

Il campione fu ritenuto un grande anche perchè è riuscito nella impresa non certo facile di aggiudicarsi per ben tre volte il “Pallone D’Oro”. Lasciato l’ Ajax il tulipano, approdò in Spagna nel Barcellona ove con lui al primo anno, subito vinse il campionato. Memorabile la vittoria per 5 -0 contro il Real Madrid, il nemico di sempre. I mondiali del 1974 videro l’olandese ancora assoluto protagonista, ma fu soprattutto nella semifinale col Brasile che Cruyff giocò una gara straordinaria, segnando anche il secondo gol,che permise agli olandesi di giungere alla finale. Caso volle che, quel 1974, e quel mondiale tedesco, fossero anche l’unico giocato dal grande Johan. Infatti quattro anni dopo in Argentina, il nostro campione, rinuncia alla nazionale, lascia il Barcellona ed approda in Usa.

 

Anche come allenatore ha lasciato un segno. Infatti, non solo ha portato nel 1987 l’Ajax alla conquista della coppa campioni, ma nel 1992 fece lo stesso col Barcellona ai danni della Sampdoria di Luca Vialli.
Un vero maestro.

 Alessandro Lugli

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