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IL BRASILE FA IL BRASILE

Di Giampaolo Carboni.

L’Egitto è stata solo una parentesi:questa può essere la spiegazione dell’odierno 3-0 con cui il Brasile batte senza troppa fatica gli Usa e rimette un po’ a posto la differenza reti nel girone, aspettando di vedere cosa farà stasera l’Italia contro l’Egitto ed attendendo ancor di più ciò che accadrà domenica, nello scontro diretto, per prendersi il primato molto probabilmente.C’è, soprattutto, molto Maicon, in campo per tutti i 90’, a conferma di un recupero ottimale: per la freccia dell’Inter un gol e l’assist per l’1-0 timbrato dal viola Felipe Melo, ma soprattutto, praticamente fino alla fine, una partita di intensità straordinaria, all’altezza dei suoi giorni d’oro. Con un messaggio all’Inter: quando è in queste condizioni non ha rivali al mondo e dunque bisognerà pensarci a lungo, prima di venderlo (il Real Madrid infatti sembrerebbe premere con una certa insistenza). Sempre che l’inter voglia davvero farlo. Al Brasile sono bastati 20 minuti per approfittare degli errori (singoli e di squadra) degli Usa e mettersi il cammino in discesa: a quel punto la squadra di Dunga ha potuto usare il suo calcio – grande palleggio e possesso palla – per controllare la partita e soprattutto gestire le energie.Lo aveva già fatto il c.t. nel mettere in campo la formazione, con il duplice scopo di preservare il romanista Juan (più affaticato degli altri e dunque a rischio di infortuni muscolari che fra l’altro non sarebbero di certo i primi in questa tormentata stagione per il centrale), far riposare qualcuno e allo stesso tempo non compromettere troppo gli equilibri di squadra. Dunque quattro cambi rispetto alla partita vinta in extremis all’esordio contro l’Egitto: Maicon per Dani Alves, Miranda per Juan, Andre Santos per Kleber e Ramires per Elano. Mossa azzeccata vista la freschezza dimostrata da Ramires (che ha messo il piede in due dei tre gol verdeoro) e soprattutto Maicon, al vero rientro dopo il grave infortunio di due mesi e mezzo fa e apparso in condizioni fisiche straripanti: il Maicon di inizio stagione, che aveva fatto grande l’Inter, un laterale destro capace di coprire tutta la fascia con continuità straordinaria, alternando discese continue e ripiegamenti difensivi comunque efficaci.Proprio dal suo piede destro, al 7’ (come già contro l’Egitto, il Brasile ha avuto fretta di “aprire” la gara) è partito il cross che ha trovato la testa di Felipe Melo, travolgente in elevazione su Spector. Molto fiacca la reazione degli Usa, che il tecnico Bob Bradley aveva messo in campo con Michael Bradley davanti alla difesa (quasi a uomo su Kakà, con risultati comunque discutibili, soprattutto quando l’ex milanista ha cercato le sue accelerazioni, partendo da lontano) e Donovan largo, un po’ laterale di centrocampo e un po’ spalla della punta centrale, Altidore. Il Brasile, a quel punto, ha potuto aspettare e colpire con una delle sue armi proibite, la velocità in ripartenza: dunque, dopo un gol su calcio piazzato, il raddoppio in contropiede, partito addirittura da azione di corner in favore degli avversari. Clamoroso errore di Beasley, palla persa e recuperata da Lucio e il Brasile è volato verso la porta avverasria con una micidiale combinazione targata Kakà-Ramires-Robinho.

Il Brasile non si è fermato lì, sapendo che nella ripresa il serbatoio non sarebbe stato pieno come nei primi 45’, e pur senza alzare troppo il ritmo ha cercato il gol almeno altre volte: al 23’ con Kakà, scappato di nuovo in contropiede (tiro sull’esterno della porta); al 37’ con Luis Fabiano, che aveva visto la porta per un errore di Onyewu (conclusioli Une parata); al 40’ su colpo di testa alto di Gilberto Silva, servito da Maicon, all’ennesima discesa e cross. Una mano alla Seleçao, nel secondo tempo, hanno finito per darla anche gli Usa, alla seconda espulsione dopo quella rimediata da Clark contro l’Italia: rosso per Kljestan, per un brutto fallo su Ramires, che aveva fatto comunque in tempo a servire Kakà, vicino al suo terzo gol in questo torneo con una gran botta, un po’ troppo centrale. Per il 3-0 è bastato comunque aspettare 7’ e il premio a Maicon per la sua straordinaria partita. E’ stato il nerazzurro a dettare la sua stessa incursione, sono stati prima Ramires e poi Kakà a raccogliere il suo suggerimento e a restituirgli il pallone giusto per un destro che non ha lasciato possibilità di replica a Howard. A quel punto, Dunga si è potuto permettere di chiamare forze fresche dalla panchina: le previste staffette Kakà-Julio Baptista e Luis Fabiano-Nilmar, poi anche Luisao per Lucio. Dagli Usa, due soli brividi targati Feilhaber e Casey (traversa al 44’), ma senza danni per il risultato. In compenso, il Brasile si è concesso anche il turnover sperato: pensando già all’Italia che fra poco scende in campo con quell’Egitto che tanta paura ha messo ai verdeoro,una paura però definitivamente spazzata via oggi.

MARCATORI: Felipe Melo al 7’, Robinho al 20’ p.t., Maicon al 17’ s.t.

USA (4-4-2): Howard; Spector, Onyewu, DeMerit, Bornstein; Dempsey, M. Bradley, Kljestan, Beasley (dal 1’ s.t. Casey); Donovan, Altidore (dal 15’ s.t. Feilhaber) (Guzan, Robles, Bocanegra, Pearce, Davies, Wynne, Califf, DeMerit, Adu, Torres). All. B. Bradley.

BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio (dal 25’ s.t. Luisao), Miranda, Andre Santos; Gilberto Silva, Felipe Melo; Ramires, Kakà (dal 24’ s.t. Julio Baptista), Robinho; Luis Fabiano (dal 24’ s.t. Nilmar) (Victor, Gomes, Kleber, Elano, Daniel Alves, Josue, Kleberson, Pato). All. Dunga.

ARBITRO: Busacca (Svizzera)

NOTE: Spettatori: 39.617. Espulso Kljestan al 12’ s.t. per gioco scorretto. Ammoniti: Onyewu per gioco scorretto. Recuperi: 1’ e 3’.

1 Commento per “IL BRASILE FA IL BRASILE”

  1. Ora spetta all’Italia salvare la faccia battimoli per 2 a zero e giochiamoci la semi finale

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