Il Lecce ingabbia il Bologna

Meno di quaranta minuti per ingabbiare e colpire un confuso e incapace di reagire. Il si guadagna alla fine gli applausi del Dall’Ara, ribaltando il 2-0 subito in casa dall’Udinese. Un passivo che raddoppia invece per i rossoblù, già stesi a Firenze con lo stesso risultato. E ora, anche fischiati dai propri tifosi, che si prendono l’acqua per vedere un secondo tempo di stenti. D’altra parte la squadra davanti balbetta e dietro balla, e quando va sotto si scioglie, nonostante gli urli di Bisoli. I giallorossi, invece, pur senza fare niente di eccezionale, sono compatti, più precisi, e paiono già aver trovato un buon rodaggio con gli schemi di Di Francesco. Giacomazzi e Grossmuller, uno alla fine del primo tempo, l’altro dopo 15′ del secondo, finalizzano due azioni di squadra, che non potevano che concludersi così. Per Di Vaio, ancora molto indietro, e per i suoi compagni smarriti, i due gol sono come due mazzate. Che spengono i buoni propositi con cui erano partiti. Fino al primo, infatti, è il Bologna a provarci: Tomovic al 3′ regala una palla ad Acquafresca, che però non supera un buon Julio Sergio. Poi è Diamanti a farsi vedere, testa alta, a cercare giocate di buon senso. L’ex bresciano taglia gran cross per Pulzetti che incrocia di testa da due passi, ma trova di nuovo un ottimo riflesso del portiere. Al 34′ Pasquato fa le prove con una conclusione appena fuori. Dopo tre minuti l’azione riflette la partita: il chiude un triangolo in area con Portanova e Loria immobili: Gillet d’istinto con un piede si salva su Di Michele, ma da terra non può fermare Giacomazzi. Il capitano fino a quel momento aveva giocato una battaglia di sportellate in mezzo al , insieme ad Obodo, contro Perez e Mudingayi. Da lì, i suoi avversari si afflosciano e lui può proteggere sempre meglio i fraseggi rasoterra tra Piatti, Di Michele e Grossmuller e Pasquato. Bisoli si arrabbia e capisce che così non va: mischia le carte, buttando dentro Kone per Perez, poi Ramirez per Acquafresca. Da una sgroppata di Cuadrado nasce però il raddoppio: nessuno ferma il colombiano in contropiede, che serve Di Michele. L’attaccante esita, ma la difesa combina un pasticcio e la palla torna a Grossmuller che, indisturbato, trova l’angolino. Con mezz’ora d’anticipo, si spegne la gara. Troppo sterili e nervosi i tentativi di rimonta, troppo bravi i pugliesi a non disunirsi: tornano a casa, pensando che ne potevano fare anche tre. Maledetta rimane per il Bologna la gestione Guaraldi, che da aprile non ha ancora trovato la sua prima vittoria in campionato. Nessun gol da 310 minuti e ora ha Juve e Inter. Prima dell’inizio aveva scherzato coi cronisti dicendo, che se la squadra perdeva, ci sarebbe stato da scrivere nelle pagine di cronaca nera. Il colore dell’umore che aveva in tribuna.

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