Inter, caduta senza fine

Prosegue con un’imbarazzante sconfitta 3-1 a l’inizio di stagione da incubo dell’Inter, con Gasperini che vede sempre più vicino l’esonero, alla quarta sconfitta in cinque partite (Supercoppa Italiana contro il a Pechino compresa).

L’avvio di partita è da choc per gli ospiti, con Chivu che al primo minuto serve con un folle retropassaggio: Julio Cesar si immola e para di faccia, guadagnandosi anche un occhio nero. La partenza sprint del Novara non si esaurisce però visto che sessanta secondi dopo una palla deviata da calcio d’angolo viene spazzata sulla linea di porta. Scampato il pericolo, l’Inter, schierata con Castaignos nel tridente con Forlan e Milito (ancora panchina per Pazzini), si riorganizza ma contro avversari che corrono il doppio non vede palla. A centrocampo la superiorità della neopromossa a tratti è imbarazzante per i campioni del mondo in carica che si avvicinano alla porta solo in un’occasione, con Forlan fermato al limite dell’area dal “sindaco” Lisuzzo. Il Novara, abituato e a suo agio sul sintetico del Silvio Piola, fa viaggiare bene il pallone su un che dovrebbe favorire la squadra più tecnica e al trentottesimo passa in vantaggio: Meggiorini, attaccante cresciuto af Appiano Gentile e che vanta anche una presenza, la prima in assoluto in serie A, proprio in maglia nerazzurra, si inserisce bene da dietro e supera Julio Cesar su assist di Radovanovic per l’1-0. Sneijder e compagni non reagiscono e tornano negli spogliatoi colpevolmente in svantaggio.

Nella ripresa, Gasperini, rischiando di confondere ancor di più le idee ai suoi, inserisce Obi e Milito per gli ampiamente insufficienti Forlan e Castaignos. La mossa, se si esclude una conclusione di estemporanea ma terminata molto vicina al palo, non dà grandi risultati e il Novara va vicinissimo al raddoppio con Mazzarani, a cui tremano le gambe davanti a Julio Cesar. La reazione dei nerazzurri comunque non è rabbiosa, solo Lucio, l’unico che dovrebbe rimanere dov’è, si getta in avanti, lasciando ancora più spazi agli avversari, che però non riescono ad approfittarne. Zarate prende il posto dell’acciaccato ma soprattutto corrucciato Sneijder, per quindi un altro cambio di modulo in casa Inter, ma la situazione non cambia: idee, voglia e gambe mancano ai nerazzurri e i ragazzi di Tesser, mai vittorioso in serie A, giocano con il cronometro, intravedendo un risultato storico. Ad un quarto d’ora dal termine, l’Inter riesce a rendersi pericolosa con Pazzini, che sfiora il palo in diagonale ma deve fare i conti con un infortunio occorso a Ranocchia, che, esauriti già i tre cambi, deve rimanere in campo zoppicante. L’ex difensore del Bari prova a fare quello che può su Morimoto lanciato a rete ma per l’arbitro si aiuta troppo con le braccia e a cinque minuti dal termine arriva il fallo da rigore e l’espulsione. Rigoni dal dischetto non si fa pregare e firma il 2-0. Proprio al novantesimo Cambiasso ha un sussulto d’orgoglio e trova la deviazione che riapre (solo virtualmente) il match. In pieno recupero, ci pensa ancora Rigoni a ribadire in rete da due passi, mandando i titoli di coda sul match e propabilmente anche sull’avventura di Gasperini sulla panchina nerazzurra.

Alessandro Lugli

libero.it

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