Inter sconfitta, sorpasso Roma, arresto Milan…

Rimonta da non credere della Lazio contro il Bologna che viene sconfitta 3 a 2. Nel primo quarto d’ora il Bologna distrugge i impotenti nel subire il gioco rossoblù. In gol vanno Guana che risolve un’insistita azione d’attacco e subito dopo Portanova con un colpo di testa su di punizine calciato dal solito nonno Adailton.
Reja corre ai ripari decidendo di dare un’impronta spregiudicata alla squadra. Entra Rocchi al 38′ al posto di Biava e pochi minuti dopo arriva il gol del redivivo che riapre il match.
Tutti negli spogliatoi e nel secondo tempo i felsinei spariscono dal e la Lazio ci crede, così Dias risolve una furibonda mischia per il pareggio e poco dopo Rocchi regala i 3 punti ai suoi.
Il Bologna non riesce ad imbastire una reazione degna di nota tranne che una conclusione che Buscè da ottima posizione spedisce alle stelle.
Lazio vicina alla salvezza, Bologna in leggero calo e sempre in zona pericolo.
Al Picchi l’Udinese vince 2-0 contro il Livorno, ipoteca la sua salvezza e condanna in maniera quasi definitiva gli amaranto alla retrocessione in Serie B. L’inizio del match è arrembante con l’Udinese che impiega appena otto minuti ad andare in gol con Sanchez che in area, evita Pieri e insacca alle spalle di Rubinho in uscita. La prima conclusione della squadra del rientrante Ruotolo arriva alla mezz’ora, con Pulzetti neutralizzata da . Poco dopo arriva il raddoppio friulano con il capocannoniere Di Natale che dopo una bella combinazione in velocità con Pepe realizza.
Secondo tempo inizia con l’orgoglio del Livorno che impegna Handanovic ad intervenire per bloccare una trama Tavano-Danilevicius. Il pubblico del Picchi non gradisce e il lancio di fumogeni costringe Brighi alla sospensione. Finisce con gli inevitabili fischi per il Livorno e gli abbracci dei giocatori friulani.
Il non sfrutta l’ennesima occasione di avvicinarsi all’Inter e dice addio, forse, a ogni aspirazione tricolore. Il risultato finale col Catania, a San Siro, è 2-2, pareggio figlio di un primo tempo disastroso dei rossoneri. I primi 5 minuti sono di marca rossonera con i rossoblù siciliani confusi da tale approccio alla gara, ma come spesso accade il Catania ragiona e imbastisce portandosi in vantaggio alla prima vera azione con Ricchiuti che trova Maxi , conclusione in diagonale e 1 a 0. Il Milan cerca di reagire scoprendo il fiano agli indiavolati Maxi e Ricchiuti che confeziona il raddoppio su colpo di testa dopo un contropiede. Secondo tempo che dopo 2 minuti vede Borriello trovare la rete che riapre i giochi. Fino all’80 non succede nulla, qui un’azione insistita di Abate trova Borriello che realizza il pareggio e il 13° goal in campionato. Le due squadre finiscono la partita esauste, soprattutto il Milan che termina la con la spia della benzina accesa.
Lo stadio si conferma vero e proprio fortino inattacabile per le squadre ospiti. Il Palermo batte 3-1 il Chievo. E’ il 12° e il Palermo cerca di concretizzare la sua superiorità ma Sorrentino salva su colpo di testa di Kjaer. Al 18′ però passa in vantaggio il Chievo: Nocerino sbaglia il retropassaggio di testa, il brasiliano De Paula capisce prima e si precipita sul pallone e con un sinistro rasoterra fulmina Sirigu.
Il pareggio rosanero è nell’aria e arriva al 28′ con Pastore che di testa batte Sorrentino. 10 minuti dopo Liverani viene steso in aria, è calcio di rigore che capitan Miccoli realizza. Il Palermo inizia il secondo tempo sulla falsa riga del primo così arriva immediatamente il gol del 3-1 ed è ancora Miccoli a firmare il doppio vantaggio dei padroni di con una spettacolare conclusione dai 18 metri che non lascia scampo a Sorrentino. Il Palermo conferma la sua imbattibilità casalinga salendo a quota 54 punti e consolidano la quarta posizione con tre lunghezze di vantaggio sulla .

Impresa del Siena, che batte 3-2 il Bari in rimonta, scavalca il Livorno in classifica e, grazie alle sconfitte di Atalanta e Bologna, resta in corsa per la salvezza. Gara vivace sin dai primi minuti. Al 12′ i pugliesi sbloccano il risultato con Rivas che servito da Barretto batte Curci. Al 18′ il Siena ristabilisce la parità con un gran destro al volo di Ghezzal. Quando però i toscani sembrano poter passare in vantaggio ci pensa Castillo ad interrompere la speranzo infilando Curci. Nella seconda frazione la partita cambia, infatti il Siena pareggia con Ghezzal che beffa Gillet con un pallonetto straordinario. Il Siena assedia la retroguardi degli uomini di Ventura e riesce finalmente a concretizzare la pressione con Rosi (21′). Nel finale è ancora la squadra toscana a sfiorare il gol con Calaiò, la cui girata è respinta dal palo. Bellissima partita con una certezza: Il Siena può giocarsela fino alla fine.

La Roma batte 2-1 l’Atalanta all’Olimpico e sorpassa l’Inter, ora a -1 a cinque turni dalla fine. Buon inizio partita dell’Atalanta, che si fa subito vedere dalle parti di Julio Sergio con Manfredini e con una conclusione di Ferreira Pinto murata in angolo. I Capitoli si svegliano portandosi in vantaggio con una conclusione dai 25 metri di Vucinic che passa tra le gambe di un Consigli colpevolmente stralunato. E al 27′ ecco il raddoppio con Cassetti di testa su cross dalla fascia del rientrante capitan . Più nulla fino alla fine del tempo. All’8′ della ripresa accorcia con Tiribocchi che in diagonale batte Julio Sergio inutilmente proteso in tuffo. Niente più da segnalare se si eccettua una conclusione di Toni che si spegne a lato. Atalanta che con vittoria della Lazio vede allontanarsi la salvezza, Roma che corona il suo inseguimento, e sabato saranno proprio i cugini nel derby a vedere se la squadra di Ranieri ha gli attributi per rimanere la sù.
Gol ed emozioni al Franchi ieri pomeriggio tra e Inter che pareggiano 2-2. Inizio arrembante dell’Inter, che cogli il montante della porta di Frey con il solito Milito. Ma all’11’ i viola vanno in vantaggio con Keirrison che mette dentro un cross dalla fascia laterale. Subito dopo ancora il brasiliano protagonista di una grande azione, serve ma “The Wall” Samuel salva tutto. L’ cerca di imbastire una reazione ma si rende pericolosa soltanto con una conclusione di Maicon e con un tiro sbilenco di Pandev. A inizio ripresa Mou cambia, dentro Balotelli per Chivu e Inter avanti tutta alla ricerca del pareggio. Ma è la Fiorentina ad andare vicina al raddoppio prima con Jovetic e poi con Santana e Comotto ma la difesa sbroglia la matassa. L’Inter ribalta il risultato con due azioni fotocopia con Milito su cross di Maicon dalla destra e va in vantaggio con Eto’o su traversone, ancora dalla destra, di Balotelli. Ma il pareggio della Fiorentina è immediato, con Kroldrup che insacca su angolo dopo un’uscita avventata di Julio Cesar apparso in difficoltà per tutto l’incontro.
All’Olimpico la Juventus supera un buon per 1 a 0. La prima vera grande occasione è dei sardi che al 13′ colpiscono la traversa con un pregevole tocco d’esterno di Cossu. La Juve non si vede e non si rende mai pericolosa dalle parti di Marchetti e l’unico “pericolo” è la conclusiona dalla distanza di Camoranesi che esalta il numero 12 della nazionale. E se allora ci pensa Giorgio Chiellini al 34′ ad anticipare l’uscita di Marchetti dopo la sponda aerea del fin lì evanescente Amauri su calcio di punizione. Il inizia la ripresa con altro piglio, e lo si può notare anche dalle due ammonizione che in 4 minuti si prendono Melo e Chiellini che riviste meriterebbero qualcosa in più di un semplice giallo. Gli uomini di creano un paio di pericoli con Nenè e Matri che non fanno male al rientrante Buffon. Al 26′ la Juventus potrebbe chiudere il discorso, da calcio d’angolo Marchetti perde la palla ed è ancora Chiellini ad andare a colpo sicuro ma, l’attaccante calabrese, in fuorigioco, devia la conclusione già diretta in fondo al sacco e il gol viene annullato. La partita si spegne e al Cagliari non rimane che recriminare per la mancata espulsione di Camoranesi per una gomitata su Conti e per un rigore non assegnato per fallo del solito Chiellini su Dessena in aria di rigore. Venerdì sera dopo Inter-Juve sapremo se è maggiore la voglia dell’Inter di vincere lo scudetto o della Juve di andare in .

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