Juventus, Del Piero il 9 novembre spegne 37 candeline

Da qualche stagione i compleanni di Alessandro Del Piero acquistano un significato particolare. Ma quello di domani li batte tutti, perche’ potrebbe essere l’ultimo (e probabilmente lo sara’) da calciatore con la maglia della . Lo scorso anno teneva tutti con il fiato sospeso per il rinnovo contrattuale, che poi ci fu.

Ma il Del Piero di oggi ha due differenze sostanziali da quello del 2010: ha avuto un annuncio di congedo dal presidente e amico Andrea Agnelli e gioca poco o niente. Per conseguenza diretta dei due fatti, Alex e’ ”muto”, cioe’ non ha commentato ne’ l’annuncio del presidente ne’ la sua attuale posizione in seno alla squadra. Ha partecipato sul , nei pochi minuti che gli sono stati concessi: un tiro che poteva essere gol a Milano con l’Inter e la gioia condivisa con tutti, Buffon in particolare, per la vittoria sui nerazzurri, a riprova di quanto sia legato all’ambiente e amato dai compagni.

Non sara’ un brindisi con il morale alle stelle, quello di Del Piero domani, ma il suo principale nemico e’ quello di tutti, il tempo che avanza. Giocare ancora a spizzichi vorrebbe dire semplicemente spostare qualche metro più in là il traguardo, ritardando l’adattamento ad altri ruoli in cui il campione bianconero potrebbe rivelarsi un fuoriclasse come in campo. Pavel Nedved ha troncato di netto, salutando allo stadio e ha implicitamente suggerito all’ex compagno di fare altrettanto.

Ma c’è anche il Del Piero padre e marito, il Del Piero promotore di iniziative solidaristiche su scala mondiale, il Del Piero brillante ”attore” per adesso pubblicitario, ma in futuro magari in altra veste, per esempio testimonial umanitario: insomma, lui non è uno dei tanti calciatori che senza pallone non sanno che cosa fare o non sono capaci di fare nulla. Magari, al brindisi di domani, questi pensieri scivoleranno via, ma sicuramente Alex li ha gia’ fatti scorrere nella sua mente.

alessandro lugli

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