La disamina di Serbia Italia tracciata dalla amica di Quicalcio

La Serbia ha invaso l’Italia con un manipolo di manigoldi…

Noi non abbiamo volutamente scrivere niente su Italia Serbia perchè ci aspettavamo dalla “penna” da noi piu seguita, la disamina di quanto accaduto, infatti non si è fatta attendere la minuziosa ricostruzione e commento di LadyCalcio sulla serataccia di Genova , ne ha per tutti nessuno escluso….

L’avevo scritto esattamente un mese fa, il 12 settembre scorso, nel momento in cui la pletora degli allocchi e sprovveduti magnificava la Tessera del Tifoso come panacea contro la violenza nel calcio.

“Fino al prossimo disastro annunciato” avevo predetto. Serviti, signori: con antipasto, primo, secondo, frutta, dolce e caffè. Molto prima del previsto, eccoci puntuali non alla sconfitta, ma alla disfatta delle nostre istituzioni incapaci.

Non escludo che gli ultranazionalisti serbi che ieri sera hanno impedito lo svolgimento di Italia-Serbia a Genova abbiano scelto di proposito l’Italietta dei palliativi come terreno fertile per le loro brutali rivendicazioni. O credete che il disastro di Marassi sarebbe potuto accadere in Germania?

OSTAGGI DEI DELINQUENTI

2 cortei abusivi, vetrine sfasciate, agguato al pullman serbo con lancio di fumogeni all’interno, violenti corpo a corpo con la Polizia, lancio di fumogeni contro i tifosi italiani in coda alle biglietterie, a rischio di finire soffocati e calpestati. C’è ancora qualche imbecille soddisfatto perché i disordini avvengono fuori dallo stadio? Allora prego “signori”, si accomodino! I teppisti si accomodano e il risultato sono vetri infranti, reti di sicurezza fatte a pezzi, danni alle strutture, lanci di bengala, bottiglie e corpi contundenti nel vicino settore dei tifosi italiani e in , esplosione di una bomba-carta… Il risultato è che la partita non si gioca. Il risultato è che hanno vinto loro e che l’Italia calcistica è ancora una volta ostaggio della violenza.

LA POLIZIA STA A GUARDARE

È un coro di lode unanime alla Polizia che non ha caricato i delinquenti all’interno dello stadio. “Ci scappa il morto”, “succede una carneficina”, ci sentiamo ripetere da una vita in simili occasioni nell’Italietta delle paure e del garantismo. Apriamo gli occhi. In passato vi ho già fatto l’esempio della Germania, fuori dai cui stadi ho visto i poliziotti a cavallo caricare i teppisti  e manganellarli senza remore. Nel Paese organizzatore dei Mondiali 2006 gli stadi sono provvisti di carceri. Gli hooligan vengono immediatamente tradotti nel “carcere dello stadio”. Gli idranti non sono di bellezza: vengono aperti e usati contro le masse di facinorosi, non certo lasciati sull’erba mentre i teppisti continuano indisturbati a sfasciare gli stadi.

Ma noi, per antonomasia,  siamo il Paese delle cose fatte a metà, dei tentennamenti e delle belle speranze: l’humus ideale per  la delinquenza organizzata – e non soltanto nel calcio.

UNO SCENARIO SURREALE

Se come è ragionevole auspicare nel settore ospiti fosse stato presente un cordone di Polizia, quest’ultimo avrebbe potuto far defluire la parte inerme e pacifica della tifoseria serba e consentire un deciso intervento della Pubblica Sicurezza contro i facinorosi. All’estero i poliziotti intervengono con cani addestrati e gas lacrimogeni, concetti sconosciuti nei nostri stadi.

In virtù di una legge assurda, l’ordine all’interno degli stadi è affidato alle maschere di teatro, pardon, agli steward. Steward che nel momento del pericolo vengono puntualmente fatti allontanare. Ma questa è l’Italia.

Questo è solo il prologo dell’interessante articolo pubblicato dal Blog Calcio e Parole continuate sul posto la vs. lettura.

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