L’analisi della crisi Inter ..in una lucida analisi del suo presidente

Il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, si offre ai taccuini della Gazzetta dello Sport e dice basta dopo l’ennesimo rigore fischiato contro:
“Inter al penultimo posto? Se devo pensare solo male, mi viene in mente che abbiamo avuto contro quattro rigori e tre erano inventati e due su tre sono stati decisivi. Non è una cosa piacevole e a questo punto speriamo si abbia la coscienza di capire che finora, nei confronti dell’Inter, è stato fatto qualcosa che non stento a definire esagerato.”

Poi commenta il momento non positivo che sta passando la sua squadra:

A Catania la squadra ha giocato un primo tempo saggio, di buon senso. Poi, quando il Catania ha segnato, è come se si fosse spaventata. E a quel punto sono emersi limiti fisici e anche psicologici. Più fisici o psicologici? Penso che le due cose siano abbastanza legate. Già contro il Napoli, e poi anche a Catania, nel secondo tempo c’è stato un calo, ma di peso anche dall’impatto dei gol presi, su rigori che non c’erano. Come ho visto Ranieri? Bene, perché lui sa come sdrammatizzare e affrontare qualunque situazione con calma ma allo stesso tempo attenzione, senza spaventarsi. E poi ha una buona concezione del gruppo, continua a credere che sia forte. Ora che sta conoscendo meglio ogni singolo giocatore, sarà sempre più agevolato nel fare scelte anzitutto in base alla sua esperienza. Al di là del fatto che sia contro il Napoli che a Catania sono state partite in parte falsate, credo che Ranieri abbia avuto il tempo di fare solo il primo passo, ovvero permettere ai giocatori di riconoscersi di nuovo per quello che fanno in campo. Snejder? Lui è indispensabile: perché va a un’altra velocità di gioco, dà un ritmo speciale e ha riflessi speciali, porta vivacità, la cosa che oggi manca di più. Nel calcio quello che conta di più non è correre veloci, ma fara andare veloce la palla: ecco, Sneijder sa farla andare veloce. Alvarez un po’ meno? Ma io a Catania l’ho visto tutt’altro che male. Bisogna considerare che lui ha ancora—come dire? una cadenza diversa e poi spesso entra in momenti molto complicati. E poi mica l’abbiamo preso per fargli fare il titolare inamovibile: è un ragazzo su cui investire, sperando che sfondi.

Il presidente poi si sofferma sulla Champions: “Per me fare bene in Champions è obbligatorio: la considero una chance in più, che può aiutare a ripartire. Cosa direi alla squadra? Ora la squadra va anzitutto incoraggiata: responsabilizzando i giocatori di maggiore esperienza, chiedendo ai giovani di tirare fuori tutta la loro freschezza, provando a trasmettere ottimismo. Sono ancora ottimista? Io non sono mai riuscito ad essere ottimista a tutti i costi, neanche quando vincevamo tutto. Diciamo che sono fiducioso, perché ho fiducia nell’allenatore, nei giocatori e anche nel fatto che gli arbitri abbiano esaurito il bonus di errori nei nostri confronti.”

Fonte: Gazzetta dello Sport

Leave a Reply

Your email address will not be published.

*