L’italjuve di Marcello Lippi

Ecco un’altra scorribanda linguistica di Calciostruzzo che cerca di dipanare la matassa sulle scelte de CT degli Azzurri, ma come sempre vi lasciamo alla lettura del prologo dell’articolo che come di consueto, se attira le vs. attenzioni, potete tranquillamente proseguire approfondendo direttamente nel sito dell’autore che ci auguriamo quanto prima decida di scivere direttamente sul ns. sito….;-).

Calciostruzzo ...parole senza aver messo la testa sotto la sabbia

I Mondiali sono alle porte e due polemiche che hanno riempito giornali, televisioni e bar per lunghi mesi sembrano essersi l’una chiusa definitivamente e l’altra no. La prima riguarda la convocazione di Cassano, saltata una volta per tutte, mentre la seconda è quella per cui si coniò il termine Italjuve.

Ora, Lippi non è certo un simpaticone. Personalmente lo metto fra Mourinho, coi suoi dossier su qualsiasi personaggio possa eventualmente incrociare al fine di zittire chiunque lo avversi, e Capello, che diversamente dal portoghese ma al pari di Ferguson parla chiaro ma poco e soprattutto presidia lo spogliatoio con una ferocia che forse nessuno che non c’abbia messo piede potrà mai lontanamente immaginare.

Per tornare a Lippi, le tante volte in cui ha letteralmente mandato a quel paese chi non gli garbava e l’acidità con cui ribadisce la totale libertà di gestire il lavoro che gli è stato affidato come meglio crede non sono che un altro modo di essere, duro, chiuso e che personalmente non mi entusiasma, dei tecnici comunque ritenuti e dimostratisi più vincenti.

Non sono addentro le vicende della Nazionale e della Sampdoria,…..

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