Milan, ciao ciao scudetto, vola il Catania, Cagliari a picco

Finiscono a Parma i sogni Scudetto del di che nel giro di quattro giorni bruciano la possibilità di portarsi in vetta della classifica.

Una squadra quella rossonera che per quel che si è visto oggi,  non può puntare a raggiungere un traguardo così importante, ma gran merito è della squadra di Guidolin che con una grande partita dal punto di vista tattico e fisico ha detronizzat imbrigliato le fonti di gioco avversarie ottenendo 3 punti fondamentali in chiave salvezza.

Uno a zero il finale in una partita avara di emozioni da una parte e dall’altra. Il Parma parte subito forte con Crespo che al 1° minuto coglie la traversa della porta difesa da Abbiati.

Il Milan non abbozza la benché minima reazione anche a causa della latitanza dei suoi campioni, con Ronaldinho che passeggia per il campo e Seedorf che perde palloni su palloni. Si va negli spogliatoi con uno 0 a 0 che ha del soporoso.

Il Milan torna in campo nella ripresa con un piglio diverso, o almeno così sembra, ma è solo un fuoco di paglia. L’occasione per il vantaggio capita sulla testa di Pippo Inzaghi all’80° che sul filo del fuorigioco spara centralmente tra le mani di un incredulo Mirante che ringrazia. La partita sembra avviarsi sullo zero a zero, ma al novantesimo Diabiany solo sulla fascia destra lascia partire un tiro che Abbiati respinge centralmente, sulla ribattuta il più lesto è Bojinov che insacca il gol vittoria.

Gol che spegne le ambizioni rossoneri riportandoli nella loro giusta dimensione facendo saltare i nervi a che viene espulso per un brutto fallo da dietro in pieno recupero. Tre punti importanti per il parma che supera quota 40 punti.

La dopo 2 vittorie consecutive inciampa al “Massimino” di Catania. Neanche il tempo per gli spettatori di sedersi sugli spalti che gli passano in vantaggio con un colpo di testa di Mascara.

I viola reagiscono impegnando a più riprese con Felipe e Jovetic; dopo pochi minuti Jovetic, a conclusione di un’azione personale, prova la conclusione dal limite.

I ragazzi di continuano a pressare mentre i padroni di casa agiscono prevalentemente di rimessa riuscendo a controllare la gara. L’inizio della seconda frazione di gioco vede il Catania iniziare bene con che chiama ad un grande intervento.

La Fiorentina sembra perdere di convinzione e il   cerca di correre ai ripari inserendo Babacar al posto di .

I viola non riescono però a essere incisivi e sfondare il muro difensivo del Catania: al 64’ ci prova Montolivo ma il suo tiro finisce fuori; due minuti più tardi i viola ottengono l’ennesimo corner ma non riescono a concretizzare. Prandelli cambia mandando in campo il giovane Babacar che rianima lo statico attacco viola. Gli istanti finali della gara vedono un assalto dei gigliati ma il risultato non si sblocca. Sconfitta forse immeritata per la Fiorentina che comunque crede alla corsa verso l’Europa, mentre 3 punti decisivi in chiave salvezza per il Catania.

Il Cagliari viene asfaltato anche a subendo la quinta in sei gare. La serata comincia subito male con Lazzari si infortuna nel riscaldamento e viene sostituito in campo da Dessena, davanti mister decide per il tandem Matri- contro l’Atalanta i sardi, in inferiorità numerica per settantatre minuti, reggono solo un tempo e perdono 3-1
L’inizio della partita avvincente ed equilibrato con i bergamaschi disperati in carca di punti e il Cagliari che risponde per onor di firma. I Sardi sembrano in ripresa soprattutto grazie alle accelerazioni di , geniale e instancabile. Al diciassettesimo minuto, quando il vantaggio sembra in arrivo Dessena entra da dietro a centrocampo su guadagnandosi una giusta espulsione. In dieci gli isolani si sciolgono ma gli attacchi neroazzurri vengono detronizzati da super Marchetti che si supera ripetutamente. Si va negli spogliatoi sullo 0 a 0 soprattutto per il secondo di Buffon in nazionale. L’Atalanta però continua a premere e trova il vantaggio 53° con Tiribocchi e il raddoppio con un rigore realizzato dall’ottimo Valdes. Ancora il trequartista cileno con un destro a giro dal limite batte Marchetti. A 10 dal termine Rocchi assegna un rigore per il Cagliari (dubbio) ma Cossu spedisce contro l’incrocio dei pali.

Il gol della bandiera arriva nel recupero con un colpo di testa di Conti. Atalanta che continua a credere alla salvezza, Cagliari che sembra non esistere più.

Ma mi chiedo, sarà arrivata la fine di un ciclo?

Per la banda di Allegri la serie negativa si allunga: un punto in sei partite ma stavolta bisogna allontanare lo spettro di combine e distrazioni varie. Se va trovata una causa alla sconfitta rossoblu chiedere a Dessena e al suo pazzo minuto 17.


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