Occasione persa Roma, suicidio Juve.

Allo stadio Dall’Ara, finisce 1-1 la sfida tra Bologna e Sampdoria, due delle squadre più in forma del campionato. L’inizio della partita sembra far propendere le sorti dell’incontro verso la squadra di mister Del Neri che con Pozzi manca incredibilmente la segnatura dopo pochi minuti, con un tiro maldestro in piena area. Il Bologna però scampato il pericolo si organizza e comincia tenere bene il ma senza creare pericoli all’inoperoso Storari. Nulla di trascendentale o spettacolare quindi e così si arriva all’intervallo con un pareggio scialbo e poco spettacolare. Nella ripresa tutto sommato si assiste ad una partita mediocre, calata ancor più di tono rispetto al primo tempo, così succede tutto nel finale: al 41° il difensore goleador Gastaldello stacca su angolo e porta in vantaggio i blucerchiati. La Samp già si vede lanciata verso l’Europa, e invece viene punita dall’ex Raggi che batte Storari con una conclusione in area di rigore. La rete, però, è pesantemente sporcata dalla posizione di fuorigioco di Succi che l’arbitro Peruzzo non considera attivo scatenando l’ira della squadra di Del Neri. Buon punto per entrambe le squadre ma volendo vedere il bicchiere mezzo vuoto, si potrebbe pensare che oggi i blucerchiati avrebbero dovuto approfittare degli stop di Juve e Palermo per rendere ancor più solida la loro posizione in zona Europa.
All’Olimpico di Torino si assiste alla follia della che passata a condurre per 3-0 dopo 10 minuti di gioco, si fa raggiungere sul 3-3 finale dal coriaceo Siena di Malesani. Come detto il match si mette subito bene per i bianconeri torinesi con la doppietta di Del Piero, gol numero 300 e 301 della carriera al 2′ e al 7′, e il siluro da 30 metri di al 10′ che sembravano aver chiuso i conti. Invece i toscani conquistano un clamoroso pareggio con le reti di Maccarone al 16′ e Ghezzal al 1′ st e al 29′ st su rigore. Tre punti gettati al vento per gli juventini, che avrebbero potuto riportarsi al quarto posto solitario e invece soltanto un punto che ha tanto il sapore della beffa. Per il Siena un punto insperato che permette di raggiunge a 22 punti l’Atalanta e a meno 4 dalla Lazio quartultima.
Il Bari di Ventura conquista una fondamentale vittoria contro la Lazio. Dopo un primo tempo all’insegna della noia con il primo tiro in porta che si vede solo al 47′ il tedesco Hitzelsperger, che ci prova dalla distanza con un tiro violentissimo che Gillet respinge a pugni chiusi.
Le squadre accendono la partita nella ripresa con i Laziali che sfiorano ripetutamente la segnatura, ma è il Bari a passare in vantaggio per primo con Almiron abile a sfruttare un papera clamorosa di Muslera. La Lazio reagisce con veemenza prestando così il fianco alle ripartenza dei pugliesi. Infatti i romani si fanno sorprendere da un contropiede micidiale di Alvarez, che salta in velocità Muslera in uscita e deposita in rete. I vanno all’arrembaggio nei minuti finali, ma uno splendido Gillet salva il risultato. Ennesima sconfitta per la Lazio di Lotito, che non riesce a risollevarsi della zona retrocessione.
A Livorno pareggio tra Livorno e Roma con i giallorossi che si divorano le mani per l’occasione persa di riportarsi a meno 4 dall’Inter di Mourinho. Sotto di un gol a Livorno, in vantaggio con capitan Lucarelli che sul filo del fuorigioco brucia la statica difesa romanista, i giallorossi prima pareggiano con Perrotta e poi mettono la freccia con la testata di Toni. La difesa ‘balla’ ancora e così arriva il 2-2 sempre dell’attaccante livornese che realizza con un’azione fotocopia del suo primo gol. La roma insiste e con Pizarro ristabilisce le distanze con un tiro dai 16 metri: lo stesso centrocampista cileno potrebbe chiudere la gara ma calcia sul palo il rigore concesso per fallo su Menez. Nella ripresa Lucarelli, sempre su di rigore realizza stabilendo il risultato di 3-3 finale. Roma ha di che rammaricarsi per la grande occasione mancata, buon pareggio per il Livorno, tenuto a galla dal suo capitano Lucarelli.
Un gol di Bojinov nella ripresa permette al Parma di battere 1-0 l’Atalanta, inguaiando sempre più i bergamaschi, e di infilare il terzo risultato utile consecutivo. Al Tardini parte meglio la formazione di Mutti che meriterebbe il vantaggio, andando vicina al gol con capitan Doni, poi espulso per proteste e con Tiribocchi. A spezzare l’equilibrio ci pensa Bojinov che pesca il jolly su assist di Crespo. Per l’Atalanta è una brutta batosta: gli ospiti sono costretti a gettarsi in avanti alla disperata ricerca dell’1-1, prestando il fianco al contropiede della squadra di Guidolin ma non riescono a evitare la sconfitta venendo raggiunti a 22 punti dal Siena.
Al Friuli l’Udinese batte il Palermo con una grandissima prestazione. Partono subito forte i bianconeri che vanno in gol nel finire del primo tempo con l’attaccante Floro Flores. Nella ripresa c’è il pareggio con Simplicio, ma ci pensa ancora lo scatenato Floro Flores a ristabilire le distanza. L’Udinese ci crede e piazza con il centrocampista ganese Asamoah il 3-1. A dieci minuti dalla fine Cavani regala un gol in sforbiciata bellissimo ma inutile. I Rosanero cercano di pervenire al pareggio ma il match si chiude sul 3-2. I 31 punti raggiunti in classifica sono vitali per gli uomini di Marino, mentre il Palermo tiene il suo quarto posto braccati dalla Juve.
Festival del gol al “Ferraris e tra Genoa e alla fine esultano i rossoblu di casa, che vincono per 5-3. I gol: vantaggio sardo con Dessena, poi dopo quattro legni consecutivi, il Genoa realizza con un rigore di Zapater e Palacio in mischia. Dopo un minuto 2-2 di Conti con un tiro di prima intenzione in aria, poi ancora i liguri con Sculli di testa e con un missile prima dell’intervallo. Nella ripresa, 4-3 di Matri su rigore e sigillo di Milanetto indisturbato in aria di rigore. La squadra di Gasperini non si ferma ed è Marchetti, con alcune prodezze, a negare la rete agli scatenati avanti liguri. Grandi meriti per il Genoa avvantaggiato da un Cagliari ormai in vacanza che con 1 punto in quattro partite rimane a 39 a – 5 dall’Europa che conta che forse non si ha interesse a provare a raggiungere, o forse fa comodo che sia così. Ormai la testa sembra alle vacanze, spero che non sia così ma quello che si vede è questo.

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