Ranieri sa cosa fare

“Quale sarà il mio primo intervento? Penso che bisognerà parlare molto con la squadra, l’aspetto mentale è quello più importante. L’Inter è una grande, bisogna cambiare marcia dopo questa falsa partenza. I giocatori ci sono e abbiamo tutto per risollevarci”. Sono le prime parole, a notte inoltrata, da tecnico nerazzurro (anche se la firma verrà apposta sul contratto, biennale, solo giovedì, prima di dirigere l’allenamento pomeridiano di e compagni) di , intervenuto su Rai Sport.

Inevitabile un accenno alla questiome modulo, sul cui altare è stato “sacrificato” il suo predecessore, Gian Piero Gasperini, esonerato nella mattinata di mercoledì dalla dirigenza del club meneghino dopo il flop di Novara, il quarto ko in cinque partite ufficiali dei campioni del mondo in carica fra campionato, e Supercoppa italiana di inizio agosto a Pechino col di questo disastroso avvio di stagione, ancora senza vittorie (in mezzo, il pareggio a reti bianche al Meazza con la Roma): “Difesa a quattro? Tutti sanno che per me tutti i sistemi sono vincenti, se l’Inter ha sempre giocato in un modo, ci sarà un motivo. Gasperini voleva portare giustamente la sua idea, ha cercato con tutte le sue forze di far funzionare il suo modulo, senza riuscirci. Non penso possa essere criticato, ha cercato di portare avanti le sue idee fino alla fine. Obiettivo? Non mi piace promettere, voglio il massimo da questi ragazzi, che hanno tanto da dare. La mia rimonta alla guida della Roma? Alla fine resta la grande cavalcata, ho sognato come allenatore e il popolo giallorosso come tifosi”.

Alessandro Lugli

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