“Salvate 90° minuto!”

La razionalizzazione dei costi e gli ‘spezzatini’ che stanno ormai caratterizzando il calcio italiano potrebbero mandare in pensione “90° minuto”.

E per dire ‘no’ alla soppressione si è mossa anche Bruna Liguori, vedova di Paolo Valenti, garbato e sorridente conduttore della trasmissione fino al 1990, quando è scomparso. La donna ha scritto una lettera al “Corriere della Sera”. “90° minuto è parte della storia italiana – ha sottolineato -: è l’appuntamento fisso della domenica pomeriggio per milioni di sportivi. La trasmissione metteva d’accordo proprio tutti, anche le stesse donne, che in altre occasioni avrebbero protestato perché il marito vedeva troppe partite di calcio. È vero che quel tempo appare lontano, quando in casa c’era una sola televisione e per di più era in bianco e nero. Perché non conservare almeno quel momento di genuinità della domenica? 90° minuto infatti non è da considerare solo una trasmissione calcistica, che parla di giocatori e gol. 90° minuto significa qualcosa di più. Quando infatti ci furono i primi episodi di violenza nello sport, sebbene ancora sporadici, Paolo Valenti e la sua trasmissione cominciarono a propagandare la non violenza e il fair play, tanto da divenirne il simbolo. Ed ecco perché ritengo che tutelare l’inno alla non violenza implichi la conservazione di 90° minuto”.

“Possibile che il denaro vinca su qualsiasi cosa?”, l’ultima amara domanda-riflessione della signora Valenti.

A.Lugli

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