Sampdoria scatenata al Castellani

Una prova di forza che va ben al di là del risultato finale. La Sampdoria manda un chiaro messaggio al campionato, espugnando con una nonchalance impressionante la tana dell’, e lasciando intendere che l’intenzione di rendere il più breve possibile la permanenza in cadetteria ha decisamente intrapreso la via giusta. Agli uomini di Atzori bastano infatti 5 minuti tondi tondi per spostare gli equilibri: Semioli ha troppo spazio per giocarsi l’1 contro 1 sulla sinistra, il cross è tutta farina del suo sacco, e da poco più di due metri Pozzi non può proprio evitare di punire la sua ex squadra, giustificando ancora una volta la panchina di bomber Piovaccari.

La risposta dell’Empoli, per quanto notevole, è il più classico dei fuochi di paglia, con il piatto di Tavano che fa tremare la traversa, rinforzando ancor di più le convinzioni doriane. Convinzioni che trovano nuovo compimento al minuto 18: Bertani capisce infatti di potersi infilare nell’area azzurra come nel burro; Semioli assolve ancora alla parte di assist man, e l’ex Novara dopo aver resistito alla carica di Tonelli infila Pelagotti da posizione semi impossibile, salendo a quota 4 centri in 4 partite, per una media gol che anche senza calcolatrice è facilmente intuibile. I minuti passano, eppure il leit motiv è sempre lo stesso, soprattutto perché la Samp a sinistra trova un tappeto rosso a ogni discesa: solo l’imprecisione di Bertani su cross del solito Semioli prima, e il ritardo per pochi attimi di Pozzi su invito di Foggia poi, salvano l’Empoli da una capitolazione senza appello.

E invece la sorte regala ai padroni di casa l’opportunità di rimettersi in corsa, visto che al 38’ Tavano si rifà della traversa colpita in precedenza, complice anche la deviazione decisiva di Castellini, che permette all’attaccante casertano di raggiungere il collega della sponda opposta a quota 4 reti in classifica marcatori. Nonostante un finale di prima frazione in crescendo tuttavia, per l’Empoli il tempo del giudizio è solo rimandato all’inizio della ripresa, quando la Samp chiude i giochi: l’asse vincente, inutile dirlo, è quella Semioli-Pozzi, con quest’ultimo che finalizza l’assist dell’ex Chievo dimostrando di non sapere cosa sia la pietà per la sua ex squadra. La Sampdoria si prende anche il lusso di fallire un rigore concesso in maniera piuttosto generosa con Piovaccari, chiudendo in scioltezza e costringendo Aglietti alla terza sconfitta consecutiva, questa sì, destinata a porre seri interrogativi. Per la Samp invece una dimostrazione di sicurezza devastante, in virtù di un organico che per la categoria pare sempre più un’esagerazione con cui tutti dovranno fare prima o poi i conti.

Alessandro Lugli

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