Serie A – Chievo Verona – Cagliari 0-0

Dopo quattro cene e un pranzo, alla sesta giornata, finalmente, il torna a giocare alle 15.00 nel canonico orario del pomeriggio domenicale. Ennesimo pareggio, ennesimo 0-0, su 6 incontri per i sardi, consuete difficoltà dei veneti a vincere in casa. Il arriva a Verona con una situazione interna non del tutto rosea. Bisoli lascia fuori due dei pezzi forti della “vecchia guardia”. Vice Capitano e Capitano. Alessandro Agostini e Daniele Conti. Si dice, ufficialmente per motivi tecnici, ma alla domanda dei cronisti: “Perchè?” Bisoli ha semplicemente risposto: “Fate voi…”. Quindi, dopo l’epurazione estiva di (ed è un po’ come capitò allo stesso Bisoli giocatore della squadra sarda, a suo tempo, per mano di Ventura…) e le panchine iniziali di Lazzari, ecco la nuova puntata di una soap opera che forse, (e si spera), grazie anche alla pausa della Nazionale, potrà concludersi prima della partita, alla ripartenza del campionato di serie A, e all’ora di pranzo, contro l’Inter al Sant’Elia. Perchè gli strascichi di ciò che è accaduto, nella partita col Chievo,  si è sentito; la squadra è parsa a tratti svogliata, poco concentrata, con la testa dentro chissà quali altri pensieri, con un peso in attacco vicino allo zero assoluto, a parte la casuale occasione da gol di Acquafresca al 94° , sventata da un’ottima parata (l’unica…) del portiere Sorrentino; e la vittoria, in extremis, sarebbe stata davvero una beffa per il Chievo; unica nota positiva dei rossoblù, la difesa arcigna, potente. Pochi i rischi reali, nonostante la pressante azione della squadra veneta; partita rinunciataria della squadra di Bisoli, specialmente nel secondo tempo. Matri quasi invisibile, Acquafresca impalpabile, Lazzari spento e poco incisivo. Ottimo il solito Nainggolan, ottima la difesa, con e Canini insormontabili sul gioco aereo, Cossu acceso a sprazzi, e in quei rari lampi, tre ammonizioni sulle quattro dei giocatori del Chievo, sono arrivate per il gioco falloso ai suoi danni. Biondini disordinato; senza Conti non sembra lui. Sulle fasce, Pisano non è in forma, e si vede; spesso ha visto Constant mettere la “freccia” e sfilarlo senza troppi problemi, dall’altra parte, la mancanza di Agostini si vede eccome. Ariaudo non ha giocato male, ma manca ancora di personalità; non un cross da fondo ; spesso è partito sulla fascia, lanciato palla al piede, per fermarsi però a metà  ad attendere una mano dai vari Cossu, Biondini e Nainggolan, ritardando così azioni che avrebbero potuto avere una risoluzione diversa, in considerazione delle qualità degli avanti rossoblù, specialmente sul gioco di testa. Il Chievo, per contro, ha giocato decisamente meglio, ha battuto un’innumerevole numero di calci d’agolo (13 a 3), ha pressato, cercato di fare gioco molto più che la squadra sarda, che dalla sua ha avuto solamente un maggior possesso di palla, senza però riuscire a finalizzare le giocate; poche azioni da gol alla fine, nonostante la migliore organizzazione di gioco dei gialloblù. Un punto per uno quindi, che muove la classifica e accontenta quasi tutti. Ora la sosta per la Nazionale contro l’Irlanda del Nord dell’8 ottobre; al rientro, specialmente il Cagliari, dovrà cercare di rimettere in sesto ciò che si è rotto al suo interno. Cellino dovrà mediare, cercare di ricostruire, di ridare fiducia ad una squadra che sicuramente è in grado di fare molto meglio di ciò che ha fatto vedere finora, e che, nonostante tutto, non è negativo. Una sola sconfitta, una vittoria e quattro pareggi. Non deve vincere chi batte i piedi, ma non si non può non tener conto di ciò che certi giocatori rappresentano per la società. Bisoli avvisato, allenatore mezzo salvato.

Francesco Delrio

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